INVIATO CITTADINO A Palazzo Gallenga si mette in sicurezza la terrazza che entrerà anche nell’Art Bonus

L'architetto: "Non c’è alcun fattore di rischio, in quanto l’elemento architettonico gode di piena autonomia strutturale. L’operazione rientra nel piano di messa a norma di tutte le nostre proprietà"

A Palazzo Gallenga si mette in sicurezza (“messa in sicurezza mediante consolidamento statico”), la terrazza che entrerà anche nell’Art Bonus. “Non c’è alcun fattore di rischio, in quanto l’elemento architettonico gode di piena autonomia strutturale. L’operazione rientra nel piano di messa a norma di tutte le nostre proprietà”, esordisce l’architetto Camilla Bianchi che segue le operazioni per conto dell’Unistra.

“Nel caso della storica sede in piazza Fortebraccio, si tratta, semplicemente, di ripristinare gli elementi inseriti nel piano di restauro degli anni Novanta”. “Furono aggiunti – precisa – tiranti che garantissero una maggior sicurezza e oggi questi sono parzialmente ossidati e bisognosi di una restitutio ad integrum”.

Gli elementi lapidei della terrazza sono in travertino che, invero, risulta un po’ annerito per effetto dello smog, prodotto dal continuo passaggio di veicoli inquinanti.

“Ma non avrebbe senso ripulire il solo terrazzo – precisa la dottoressa Bianchi – in quanto le altre parti, come le soglie delle finestre, nel confronto, stonerebbero col loro colore annerito”. Da qui l’opportunità di non procedere ad una pulizia profonda. Un make up di superficie, insomma.

Da qualche giorno, in piazza Grimana è stato montato il palco, facendo estrema attenzione a non danneggiare i lampioni incapsulati fra i tubi. Accortezza e prudenza necessarie nel rispetto dell’esistente.

“Peccato che la presenza del palco coincida con l’apertura dell’anno accademico – osserva il rettore Giuliana Grego Bolli – ma i lavori necessari non possono attendere”.

Intanto, fin dai prossimi giorni, il bene verrà inserito tra quelli finanziabili con l’Art Bonus, formula in cui la Vetusta può vantare una posizione d’eccellenza fra tutte le città italiane. Perugini e amanti della città del Grifo: mettiamoci una mano sul cuore e l’altra… al portafogli. Crepi l’avarizia. E smentiamo un falso luogo comune sulla nostra presunta tirchieria.

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